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Luca Faenzi
Ufficio Stampa Comitato Referendario 2 Sì per l'Acqua Bene Comune

COMITATO REFERENDARIO 2 SI' PER L'ACQUA BENE COMUNE MOLISE
Via M. Bologna, 15
86100 Campobasso
e-mail: comitatoacquapubblicamolise@gmail.com
sito web: www.acquapubblicamolise.blogspot.com
Telefono: 389 8924361
26 marzo 2011
Ore 14.00 - Piazza della Repubblica
Manifestazione nazionale a Roma
VOTA 2 SI' AI REFERENDUM PER L’ACQUA BENE COMUNE!
SI' per fermare il nucleare, per la difesa dei beni comuni,
dei diritti, della democrazia
Il COMITATO REFERENDARIO 2 SI' PER L'ACQUA BENE COMUNE MOLISE
organizza un autobus per la manifestazione.
Il costo è di 15 euro a/r Partenza alle ore 8:30 presso il Piazzale del Terminal degli Autobus Ritorno previsto alle ore 18:00 con arrivo alle 21:00
Le adesioni dovranno pervenire entro il 20 marzo 2011 a questa mail.
Di seguito l'appello del comitato referendario 2 SI' PER L'ACQUA BENE COMUNE
Oltre un milione e quattrocentomila donne e uomini hanno sottoscritto i Referendum per togliere la gestione del servizio idrico dal mercato e i profitti dall’acqua. Lo hanno fatto attraverso una straordinaria esperienza di partecipazione dal basso, senza sponsorizzazioni politiche e grandi Finanziatori, nel quasi totale silenzio dei principali mass-media.
Grazie a queste donne e questi uomini, nella prossima primavera l’intero popolo italiano sarà chiamato a pronunciarsi su una grande battaglia di civiltà: decidere se l’acqua debba essere un bene comune, un diritto umano universale e quindi gestita in forma pubblica e partecipativa o una merce da mettere a disposizione del mercato e dei grandi capitali finanziari, anche stranieri.
Noi che ci siamo impegnati nelle mobilitazioni del popolo dell’acqua, nelle battaglie per la riappropriazione sociale dei beni comuni e per la difesa dei diritti pensiamo che i referendum siano un’espressione sostanziale della democrazia attraverso la quale i cittadini esercitano la sovranità popolare su scelte essenziali della politica che riguardano l’esistenza collettiva.
Per consentire la massima partecipazione, chiediamo che il voto referendario sia accorpato alle prossime elezioni amministrative e che prima della celebrazione dei referendum si imponga la moratoria ai processi di privatizzazione.
Crediamo anche che il ricorso all’energia nucleare sia una una scelta sbagliata perché è una fonte rischiosa, costosa, non sicura e nei fatti alternativa al risparmio energetico e all'utilizzo delle fonti rinnovabili.
Siamo convinti che una vittoria dei SI ai referendum della prossima primavera possa costituire una prima e fondamentale tappa, non solo per riconsegnare il bene comune acqua alla gestione partecipativa delle comunità locali, bensì per invertire la rotta e sconfiggere le politiche liberiste e le privatizzazioni dei beni comuni che negli ultimi trent’anni hanno prodotto solo l’impoverimento di larga parte delle popolazioni e dei territori e arricchito pochi gruppi finanziari con una drastica riduzione dei diritti conquistati, determinando la drammatica crisi economica, sociale, ecologica e di democrazia nella quale siamo tuttora immersi.
Cambiare si può e possiamo farlo tutte e tutti assieme.
Per questo chiamiamo tutte le donne e gli uomini di questo Paese a una grande manifestazione nazionale del popolo dell’acqua e dei movimenti per i beni comuni da tenersi a Roma sabato 26 marzo 2011.
Una manifestazione aperta, allegra e plurale.
Per lanciare la vittoria dei SI ai referendum per l’acqua bene comune.
E per dire che un’altra Italia è possibile. Qui ed ora.
Perché solo la partecipazione è libertà.
Perché si scrive acqua e si legge democrazia.


Il Comitato Acqua Pubblica Molise, in seguito alle dichiarazioni rilasciate dal Presidente della Regione Iorio sul referendum contro la privatizzazione dell’acqua, intende precisare che la privatizzazione della gestione del servizio idrico integrato presuppone una proprietà pubblica solo di tipo formale e non sostanziale. Se l'acqua e le reti sono e rimangono di proprietà dello Stato, in caso di privatizzazione del servizio è il gestore che prende decisioni.
Per questo riteniamo che tale referendum non sia una battaglia di tipo ideologico, ma al contrario un’azione concreta volta alla difesa di un bene comune.
E se l'acqua è una risorsa primaria essenziale alla vita e un diritto umano inalienabile, per il quale la Regione Molise predilige la gestione interamente pubblica, così come è dichiarato nella Legge regionale n. 28 del 2006, allora nessuno può disporne in maniera esclusiva. Ciò che è comune è di tutti e quindi tutti sono tenuti a decidere.
Le esperienze di gestione di tipo privata o mista, che in Italia sono iniziate da circa 15 anni, causano un aumento delle tariffe, una diminuzione della qualità dell’acqua e degli investimenti, una riduzione dell’occupazione; alle società private spetta invece la remunerazione del capitale investito pari al 7%, pagato dai cittadini in bolletta.
Così come previsto dalla Legge Ronchi (n. 166/2009), che ha modificato l'art. 23-bis (Legge 133/2008) che il referendum intende abrogare, la cessione della gestione dell’acqua ad una società privata apre definitivamente la strada ad un processo dal quale non si potrà più tornare indietro. Permettere ad un privato di entrare nella gestione di tale bene significa esternalizzare un servizio e perdere un know-how fondamentale per intervenire con scelte di carattere pubblico a difesa dei cittadini.
Crediamo che le dichiarazioni del Presidente Iorio risultino ancora più sconcertanti a fronte della volontà espressa da 9000 cittadini molisani, che hanno firmato a sostegno dei quesiti referendari.
Per questo motivo chiediamo al Presidente della Regione di aspettare l'esito del referendum prima di ripensare il modello di gestione del servizio idrico integrato, che noi ribadiamo debba essere di carattere pubblico e partecipato da parte dei rappresentanti dei cittadini e dei comuni.
Chiediamo al Presidente della Regione di ascoltare la volontà dei cittadini che hanno scelto di esprimersi attraverso il referendum e di non agire secondo logiche di partito o economiche, a solo vantaggio di pochi.