domenica 13 marzo 2011

Una bandiera ad ogni balcone

A partire dalla manifestazione nazionale del 26 marzo verranno distribuite le bandiere dell’acqua da mettere al bancone. Uno strumento che darà una straordinaria visibilità ai referendum e che colorerà di azzurro le nostre città. Presto sarà possibile riceverle a casa dopo una piccola donazione

venerdì 11 marzo 2011

AUTOBUS PER MANIFESTAZIONE 26 MARZO


COMITATO REFERENDARIO 2 SI' PER L'ACQUA BENE COMUNE MOLISE


Via M. Bologna, 15

86100 Campobasso

e-mail: comitatoacquapubblicamolise@gmail.com

sito web: www.acquapubblicamolise.blogspot.com

Telefono: 389 8924361

26 marzo 2011

Ore 14.00 - Piazza della Repubblica

Manifestazione nazionale a Roma

VOTA 2 SI' AI REFERENDUM PER L’ACQUA BENE COMUNE!

SI' per fermare il nucleare, per la difesa dei beni comuni,

dei diritti, della democrazia

Il COMITATO REFERENDARIO 2 SI' PER L'ACQUA BENE COMUNE MOLISE

organizza un autobus per la manifestazione.

Il costo è di 15 euro a/r Partenza alle ore 8:30 presso il Piazzale del Terminal degli Autobus Ritorno previsto alle ore 18:00 con arrivo alle 21:00

Le adesioni dovranno pervenire entro il 20 marzo 2011 a questa mail.

Di seguito l'appello del comitato referendario 2 SI' PER L'ACQUA BENE COMUNE

Oltre un milione e quattrocentomila donne e uomini hanno sottoscritto i Referendum per togliere la gestione del servizio idrico dal mercato e i profitti dall’acqua. Lo hanno fatto attraverso una straordinaria esperienza di partecipazione dal basso, senza sponsorizzazioni politiche e grandi Finanziatori, nel quasi totale silenzio dei principali mass-media.

Grazie a queste donne e questi uomini, nella prossima primavera l’intero popolo italiano sarà chiamato a pronunciarsi su una grande battaglia di civiltà: decidere se l’acqua debba essere un bene comune, un diritto umano universale e quindi gestita in forma pubblica e partecipativa o una merce da mettere a disposizione del mercato e dei grandi capitali finanziari, anche stranieri.

Noi che ci siamo impegnati nelle mobilitazioni del popolo dell’acqua, nelle battaglie per la riappropriazione sociale dei beni comuni e per la difesa dei diritti pensiamo che i referendum siano un’espressione sostanziale della democrazia attraverso la quale i cittadini esercitano la sovranità popolare su scelte essenziali della politica che riguardano l’esistenza collettiva.

Per consentire la massima partecipazione, chiediamo che il voto referendario sia accorpato alle prossime elezioni amministrative e che prima della celebrazione dei referendum si imponga la moratoria ai processi di privatizzazione.

Crediamo anche che il ricorso all’energia nucleare sia una una scelta sbagliata perché è una fonte rischiosa, costosa, non sicura e nei fatti alternativa al risparmio energetico e all'utilizzo delle fonti rinnovabili.

Siamo convinti che una vittoria dei SI ai referendum della prossima primavera possa costituire una prima e fondamentale tappa, non solo per riconsegnare il bene comune acqua alla gestione partecipativa delle comunità locali, bensì per invertire la rotta e sconfiggere le politiche liberiste e le privatizzazioni dei beni comuni che negli ultimi trent’anni hanno prodotto solo l’impoverimento di larga parte delle popolazioni e dei territori e arricchito pochi gruppi finanziari con una drastica riduzione dei diritti conquistati, determinando la drammatica crisi economica, sociale, ecologica e di democrazia nella quale siamo tuttora immersi.

Cambiare si può e possiamo farlo tutte e tutti assieme.

Per questo chiamiamo tutte le donne e gli uomini di questo Paese a una grande manifestazione nazionale del popolo dell’acqua e dei movimenti per i beni comuni da tenersi a Roma sabato 26 marzo 2011.

Una manifestazione aperta, allegra e plurale.

Per lanciare la vittoria dei SI ai referendum per l’acqua bene comune.

E per dire che un’altra Italia è possibile. Qui ed ora.

Perché solo la partecipazione è libertà.

Perché si scrive acqua e si legge democrazia.

ATTO COSTITUTIVO DEL COMITATO REFERENDARIO 2 SÌ PER L’ACQUA BENE COMUNE MOLISE






COMITATO REFERENDARIO 2 SI' PER L'ACQUA BENE COMUNE MOLISE
Via M. Bologna, 15
86100 Campobasso
e-mail: comitatoacquapubblicamolise@gmail.com
sito web: www.acquapubblicamolise.blogspot.com
Telefono: 389 8924361


Giorno 9 marzo duemilaundici alle ore 19 presso i locali dell'incubatore delle imprese dell'economia sociale, Via M. Bologna, Campobasso si è svolto l’incontro per la costituzione del Comitato Referendario 2 Si per l’Acqua Bene Comune Molise, in vista dei referendum per l’abrogazione delle norme che privatizzano il servizio idrico integrato.
Erano presenti all'incontro tutte le associazioni e i singoli cittadini che hanno aderito al Comitato Acqua Pubblica Molise. Il Comitato è aperto alla partecipazione dei cittadini che, a titolo personale o in rappresentanza di comitati e associazioni, ne faranno richiesta.
Il Comitato si riconosce nello spirito e nei contenuti del Comitato referendario “2Sì per l'Acqua
Bene Comune”, utilizzando il logo e il materiale predisposto dal Comitato nazionale ed evitando
di utilizzare loghi e/o simboli di partito o di liste civiche. Gli obiettivi sono quelli di raccogliere contributi e fondi per l’autofinanziamento della campagna referendaria, tenendo un’apposita registrazione dei contributi ricevuti, intervenire nei dibattiti, organizzare iniziative e manifestazioni a livello regionale a sostegno dei 2 referendum. Il Comitato referendario nelle prossime settimane si riunirà per programmare una serie di iniziative per informare e coinvolgere i cittadini sull’importante appuntamento elettorale.
ll Referente del Comitato viene individuato nella persona di Antonio De Lellis, che rappresenterà le decisioni del Comitato all’esterno e firmerà gli atti e le comunicazioni a nome del Comitato stesso.
La sede del Comitato è in Via M. Bologna, 15 Campobasso, c/o Caffetteria Morelia.
Il Comitato potrà dotarsi di un Regolamento e designerà al proprio interno una segreteria operativa, uno o più portavoce e un tesoriere.

Campobasso, 9 marzo 2011

giovedì 10 marzo 2011

COMUNICATO STAMPA: IL COMITATO RISPONDE AL PRESIDENTE IORIO



IL COMITATO ACQUA PUBBLICA MOLISE RISPONDE AL PRESIDENTE DELLA REGIONE IORIO
RIGUARDO LE DICHIARAZIONI SUL REFERENDUM CONTRO LA PRIVATIZZAZIONE DEL SISTEMA IDRICO INTEGRATO.

Il Comitato Acqua Pubblica Molise, in seguito alle dichiarazioni rilasciate dal Presidente della Regione Iorio sul referendum contro la privatizzazione dell’acqua, intende precisare che la privatizzazione della gestione del servizio idrico integrato presuppone una proprietà pubblica solo di tipo formale e non sostanziale. Se l'acqua e le reti sono e rimangono di proprietà dello Stato, in caso di privatizzazione del servizio è il gestore che prende decisioni.

Per questo riteniamo che tale referendum non sia una battaglia di tipo ideologico, ma al contrario un’azione concreta volta alla difesa di un bene comune.

E se l'acqua è una risorsa primaria essenziale alla vita e un diritto umano inalienabile, per il quale la Regione Molise predilige la gestione interamente pubblica, così come è dichiarato nella Legge regionale n. 28 del 2006, allora nessuno può disporne in maniera esclusiva. Ciò che è comune è di tutti e quindi tutti sono tenuti a decidere.

Le esperienze di gestione di tipo privata o mista, che in Italia sono iniziate da circa 15 anni, causano un aumento delle tariffe, una diminuzione della qualità dell’acqua e degli investimenti, una riduzione dell’occupazione; alle società private spetta invece la remunerazione del capitale investito pari al 7%, pagato dai cittadini in bolletta.

Così come previsto dalla Legge Ronchi (n. 166/2009), che ha modificato l'art. 23-bis (Legge 133/2008) che il referendum intende abrogare, la cessione della gestione dell’acqua ad una società privata apre definitivamente la strada ad un processo dal quale non si potrà più tornare indietro. Permettere ad un privato di entrare nella gestione di tale bene significa esternalizzare un servizio e perdere un know-how fondamentale per intervenire con scelte di carattere pubblico a difesa dei cittadini.

Crediamo che le dichiarazioni del Presidente Iorio risultino ancora più sconcertanti a fronte della volontà espressa da 9000 cittadini molisani, che hanno firmato a sostegno dei quesiti referendari.

Per questo motivo chiediamo al Presidente della Regione di aspettare l'esito del referendum prima di ripensare il modello di gestione del servizio idrico integrato, che noi ribadiamo debba essere di carattere pubblico e partecipato da parte dei rappresentanti dei cittadini e dei comuni.

Chiediamo al Presidente della Regione di ascoltare la volontà dei cittadini che hanno scelto di esprimersi attraverso il referendum e di non agire secondo logiche di partito o economiche, a solo vantaggio di pochi.


COMITATO ACQUA PUBBLICA MOLISE
Via Benevento, 12
86100 Campobasso
Telefono: 389 8924361
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martedì 8 marzo 2011

Appello per la Partecipazione degli Enti Locali alla Manifestazione del 26 marzo


Caro Sindaco,

ti contattiamo in merito alla campagna referendaria per la ripubblicizzazione del servizio idrico che ha suscitato grande interesse nei cittadini, i quali, con oltre 1.400.000 firme a sostegno dei quesiti referendari, hanno dimostrato tutta la loro contrarietà alla privatizzazione del servizio idrico.

Dopo la dichiarazione di ammissibilità di 2 quesiti referendari da parte della Corte costituzionale lo svolgimento della consultazione referendaria è ormai una realtà ed aprirà necessariamente un dibattito sulla gestione dell'acqua e dei beni comuni nel nostro Paese.

Da ora fino al voto (che si terrà tra il 15 aprile ed il 15 giugno), si apre quindi un periodo fondamentale non solo per la ripubblicizzazione dell'acqua ma anche per la partecipazione democratica nel Paese. Come Coordinamento Enti locali per l'acqua bene comune e la gestione pubblica del servizio idrico siamo parte integrante e attiva di questo percorso.

Tappa importante di questo cammino sarà la prossima Manifestazione Nazionale del 26 marzo, promossa in primis dal Comitato Referendario 2 Sì per l'Acqua Bene Comune e dal Forum dei Movimenti per l'Acqua, e alla quale stanno aderendo moltissime realtà rappresentanti dell'ampio arco sociale che si riconosce in questa iniziativa.

Anche quest'anno, come nella manifestazione del 20 marzo del 2010, gli enti locali con i loro gonfaloni saranno un elemento importante del corteo che si snoderà per le strade di Roma, al quale verrà data massima visibilità.

Invitiamo quindi le amministrazioni locali a partecipare alla manifestazione, segnalando l'adesione all'indirizzo:
segreteria-enti-locali@acquabenecomune.org.

Siamo certi che, su un tema così importante per tutti i cittadini italiani, gli Enti Locali sapranno dare un prezioso contributo a quella che è una campagna in difesa del Bene Comune.

Ulteriori informazioni su www.acquabenecomune.org, nella sezione dedicata al Coordinamento Nazionale Enti Locali per l'Acqua.


Coordinamento Nazionale Enti Locali per l'Acqua Bene Comune

e la gestione Pubblica del Servizio Idrico

CHI HA PAURA DEI MOVIMENTI PER L’ACQUA ?

Quanto più si avvicina la primavera referendaria per la ripubblicizzazione dell’acqua, tanto più i poteri forti entrano nel panico. “Chi ha paura dei movimenti per l’acqua?” viene da domandarsi. “Molti e diversi fra loro” è l’inevitabile risposta.

Ne ha paura il Governo che, con l’art. 23bis, ha tentato la definitiva consegna della gestione del servizio idrico nelle mani delle multinazionali e del capitale finanziario, ricavandone una ribellione diffusa e reticolare che ha prodotto il record di 1,4 milioni di firme in calce ai quesiti referendari.

Pronto a richiamarsi alla volontà del popolo ogni volta che il premier è in difficoltà, il Governo sprofonda nell’incubo all’idea che finalmente il popolo possa davvero pronunciarsi, su un tema preciso e aldilà di ogni appartenenza partitica : ecco perché preferisce caricare sulla spesa pubblica altri 400 milioni di euro – in tempi di crisi!- piuttosto che accorpare elezioni amministrative e voto referendario, come buon senso ed etica pubblica imporrebbero.

Ne ha paura il Pdl, che ha appena chiamato -8 marzo a Roma- i propri amministratori locali per una giornata di studio sponsorizzata da Veolia, ovvero la più grande multinazionale dell’acqua, già famosa per le “efficienti” gestioni dell’acqua ad Aprilia, in Calabria, in Piemonte, Liguria ed Emilia.

Ne ha paura la Lega Nord, che dovrà spiegare ai suoi sindaci e ai suoi elettori –molti firmatari dei quesiti referendari- come si concilia il federalismo con l’espropriazione di ogni possibilità di decisione da parte degli enti locali sulla gestione di un bene essenziale come l’acqua.

Ma anche nell’opposizione le fobie non mancano.

A partire dalla segreteria nazionale del Partito Democratico, incapace ad oggi a prendere posizione a favore dei SI, perché ad una base, che in molti territori -più che benvenuta- si è impegnata nei banchetti di raccolta firme, continua a preferire i potentati locali che da oltre due decenni hanno costruito alleanze di potere fondate sulle Spa a capitale misto pubblico/privato.

E che dire del vertice dell’Italia dei Valori che, dopo aver raccolto le firme su un proprio quesito sonoramente bocciato dalla Corte Costituzionale, non perde occasione per accreditarsi come promotore anche dei referendum sull’acqua, mettendoli tutti al servizio di una campagna politicista unicamente incentrata sull’antiberlusconismo?

Molti nemici molto onore si diceva una volta.

Ma noi che abbiamo indirizzato lo sguardo al futuro preferiamo guardare all’infinita schiera di amici, tutte quelle donne e quegli uomini che, indipendentemente dal loro punto di partenza, hanno deciso di camminare assieme per liberare l’acqua e la democrazia, realizzando un imponente percorso di partecipazione sociale dal basso e riuscendo ad imporre la gestione dell’acqua nell’agenda politica di questo Paese.

Temono il voto sull’acqua, perché rimetterebbe in discussione tutte le politiche liberiste di questi ultimi decenni e costringerebbe a discutere di un altro modello economico e sociale, fondato sulla riappropriazione sociale dei beni comuni e sulla gestione partecipativa delle comunità locali.

Ma temono anche il riconoscimento di una nuova soggettività sociale che ha superato il binomio “espressione di un bisogno/delega al Palazzo” per farsi costruzione di un percorso di partecipazione collettiva dal basso che, nel dire “fuori l’acqua dal mercato, fuori i profitti dall’acqua”, afferma la necessità di un nuovo paradigma : su ciò che a tutti appartiene, tutte e tutti devono decidere.

Sono le donne e gli uomini che il 26 marzo riempiranno di allegria e determinazione le strade e le piazze di Roma in una grande manifestazione nazionale.

Sono le donne e gli uomini che dal giorno successivo esporranno da finestre e balconi migliaia di bandiere dell’acqua per sostituire dal basso l’informazione che dall’alto continua colpevolmente a latitare.

Chi ha voglia di capire come sta cambiando il mondo, non ha che da seguirli.

Per una volta ascoltandoli con rispetto.

Marco Bersani

Attac Italia