venerdì 11 febbraio 2011

12 Giugno, una proposta irricevibile

di Alberto Lucarelli (Il Manifesto del 10 Febbraio 2011)
Il ministro Maroni ha dichiarato di voler fissare la data dei referendum domenica 12 giugno, ovvero l'ultima data utile prevista dalla legge. Il Forum dei movimenti per l'acqua, subito dopo le sentenze di ammissibilità della Corte, aveva inoltrato una lettera al Presidente della Repubblica, al presidente del Consiglio ed al ministro degli Interni chiedendo che il voto dei referendum si svolgesse in contemporanea con il voto delle amministrative.
Tale richiesta sembrerebbe per il momento essere stata del tutto ignorata e l'idea di fissare le consultazioni referendarie il 12 giugno, in prossimità dell'estate e degli esami di maturità, sembra proprio portare in sé l'obiettivo di scoraggiare i cittadini a recarsi alle urne. Non dimentichiamo che negli ultimi quindici anni i referendum di giugno non hanno mai raggiunto il quorum.
La legittima ed opportuna richiesta del Forum si fonda su due argomentazioni, entrambe di notevole rilevanza:
1) la scelta del giorno in cui fissare la consultazione elettorale deve essere esercitata nel rispetto del principio del favor del referendum, e più in generale della partecipazione politica, ovvero nell'obiettivo, in linea con il disposto dell'art. 1 Cost. che attribuisce la sovranità al popolo che lo esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione, di adottare soluzioni organizzative e procedurali che non sacrifichino il circuito della democrazia sia diretta, prevista dall'art. 75 della Costituzione, sia rappresentativa, prevista dagli artt. 55-70 della Costituzione. È evidente infatti che la concreta possibilità di tre consultazioni elettorali nell'arco di un mese (amministrative, ballottaggio e referendum) possa costituire un serio rischio alla partecipazione dei cittadini sia per le amministrative che per il referendum;
2) la frammentazione dei momenti elettorali rappresenta un ingiustificato ulteriore costo per la finanza pubblica. L'occasione che si presenta di unificare i futuri momenti elettorali va colta dunque anche nel senso di risparmio di soldi pubblici, la cui entità sembra di non poco conto.
Come è noto l'art. 87 della Costituzione attribuisce al Presidente della Repubblica il potere di indire il referendum, ma tale atto è preceduto sulla base dell' art. 34 della legge n. 352 del 1970 dalla deliberazione del consiglio dei ministri cui spetterebbe in concreto la determinazione della data di svolgimento della consultazione. Tuttavia tale potere governativo va esercitato sia un'ottica di correttezza istituzionale e di leale collaborazione con il Presidente della Repubblica (che non sembrerebbe essere stato nemmeno consultato sul punto) sia nel senso di favorire la partecipazione e quindi il concreto esercizio della sovranità popolare. Invece, il governo su proposta del ministro degli interni fissando la data della consultazione elettorale il 12 giugno farebbe un cattivo esercizio della sua discrezionalità, ponendosi di fatto in contrasto con i principi generali dell'ordinamento costituzionale.
In questo caso, dunque, proprio perchè si tratta di un potere condiviso (la Corte costituzionale da ultimo con ordinanza n. 38 del 2008 ha riconosciuto al governo un ampio potere di valutazione in ordine al momento di indizione ma non un suo potere esclusivo) e perché la fissazione della data del 12 giugno è un'evidente scelta irrazionale (duplicazione delle spese) strumentale ed inopportuna, in quanto mira di fatto a svilire la consultazione elettorale e a non far raggiungere il necessario quorum richiesto dalla legge, il Capo dello Stato potrebbe assumere le iniziative necessarie al fine di adottare (o indurre ad adottare) l'atto in concomitanza con le consultazioni amministrative.
Si tratterebbe di esercizio del potere presidenziale inteso come controllo e garanzia di piena ed effettiva esplicazione della volontà popolare e quindi come atto sostanzialmente presidenziale ed appartenente alla sua sfera di discrezionalità. Un atto di garanzia contro l'arroganza e la scorrettezza del governo che non sembra voler tener in nessun conto che è la prima volta nella storia della Repubblica che una richiesta referendaria sia stata sottoscritta da quasi un milione e mezzo di cittadini. Questo dato va rispettato, tutto il resto costituisce un evidente abuso di potere. L'auspicio è che il governo rimediti sulle sue inaccettabili intenzioni fissando la data dei referendum in concomitanza con le amministrative. Per restare in tema possiamo dire che la proposta del 12 giugno è irricevibile!

lunedì 7 febbraio 2011

REPORT RIUNIONE COORDINAMENTO NAZIONALE


Roma, 29 Gennaio 2011
Presenti: Abruzzo Sociale Forum, Altreconomia, Amici di Beppe Grillo, Arci, Ass. LibLab, Ass. Ya Basta Italia, Ass. Yaku, Attac Italia, Comitato Accadueò Urbino, Comitato Provinciale Comuni Roma Nord, Coordinamento Acqua Bene Comune Vicenza, Comitato Acqua Bene Comune Padova, Forum Bergamasco dei Movimenti per l'Acqua, Istituti Missionari Italiani, Forum Toscano dei Movimenti per l'Acqua, A Sud, Comitato Umbro Acqua Pubblica, Comitato Acqua Pubblica Genova, Coordinamento Ligure Acqua Pubblica, Ingegneria Senza Frontiere, Comitato Acqua Lecco, Coordinamento Enti Locali per l'Acqua Bene Comune e la Gestione pubblica del Servizio Idrico, Ass. Michele Mancino, Comitato Acqua Pubblica Latina, Comitato Acqua Pubblica Napoli, Legambiente, Comitato Roma 16 per i Beni Comuni, Forum Ambientalista, Fondazione Univerde, Forum Regionale Movimenti Acqua Bene Comune – Sicilia, Comunità di Michea alla Sanità, Attac Perugia, Comitato Acqua Bene Comune di Belluno, Comitato Acqua Bene Comune Verona, Comitato Acqua Pubblica Caserta, Comitato Acqua Pubblica Torino, Comitato Cittadino Difesa Acqua Pubblica di Aprilia, Comitato Italiano Contratto Mondiale sull'Acqua, Comitato Lavoratori AQP, Comitato Pugliese Acqua Bene Comune, Confederazione Cobas, Coordinamento Acqua Pubblica Emilia Romagna, Coordinamento Campano Gestione Pubblica dell'Acqua, Coordinamento Romano Acqua Pubblica, Forum Siciliano dei Movimenti per l’Acqua (Rete Lilliput Nodo di Messina, Ass. Culturale Riportiamo alla luce, Cobas Sicilia, Associazione L'AltraSciacca, Ass. Antimafie "Rita Atria", Cittadini invisibili? No, grazie!, Radio AUT), Forum Veneto dei Movimenti per l'Acqua, Fp Cgil, LOA Acrobax, Medicina Democratica, Segreteria Operativa.
Alla riunione hanno preso parte circa 60 persone appartenenti alle realtà di cui sopra.
Questo l'ordine del giorno previsto:
Il Forum italiano dei Movimenti per l'Acqua - Funzionamento e organizzazione (ore 10.30-13.00);
Organizzazione e impostazione della campagna referendaria (ore 13.30-16.30);
Definizione convegno "Acqua-salute" dell'11 o 12 marzo (ore 16.30-17.30).
L'assemblea, dopo una breve discussione iniziale, nella quale è stato proposto dalla segreteria operativa di accorpare gli argomenti all’o.d.g. in un’unica discussione, ha convenuto di mantenere inalterato l'ordine dei punti da dibattere, fissando per le ore 14.30 il termine entro cui chiudere il primo punto (la discussione è iniziata alle 12.30).
Prima di passare al primo punto ci si è concentrati sulla definizione della data della prossima manifestazione nazionale. La discussione ha portato a condividere l'opportunità di posticiparla rispetto alla data inizialmente identificata in sabato 19 marzo, fissandola per sabato 26 marzo. A riguardo il Comitato pugliese ha proposto di svolgerla a Bari al fine di valorizzare la vertenza per la ripubblicizzazione dell'acquedotto pugliese e sottolinearne il valore nazionale. Tutti gli interventi hanno convenuto sull'importanza della vertenza pugliese e sulla sua valenza nazionale, ma d'altra parte tutt* hanno tenuto a evidenziare che la manifestazione, essendo immaginata come una mobilitazione di tutte le realtà che si battono per la ripubblicizzazione dell’acqua, contro il nucleare e per la difesa dei beni comuni e della democrazia, si deve necessariamente tenere a Roma per garantire la più ampia partecipazione e inclusione. Il Coordinamento nazionale ha comunque espresso la volontà di sostenere il Comitato pugliese nell'organizzazione di un'iniziativa a carattere nazionale in Puglia nei tempi e modi che il Comitato riterrà opportuni.
In conclusione si è deciso di avviare una serie d'incontri con diverse realtà al fine di condividere l'organizzazione e la promozione comune della manifestazione nazionale che è fissata per sabato 26 marzo a Roma. Da parte del Contratto Mondiale è stato fatto presente che quel fine settimana coincide con l'iniziativa “Fai la cosa giusta” a Milano, evento che vede mobilitati i comitati della Lombardia. E' stato anche riportato che sempre per il 26 il Comitato di Portici ha organizzato lo spettacolo teatrale "H2Oro-L'acqua, un diritto dell'umanità". Pertanto questi due territori non potranno garantire una massiccia partecipazione su Roma.
Per quanto concerne il primo punto all'ordine del giorno il Comitato pugliese ha introdotto il tema e presentato un documento che identifica alcune criticità di funzionamento del Forum emerse già in altre riunioni, in particolar modo il fatto che alcune decisioni non siano state effettivamente condivise e che la segreteria operativa in alcune occasioni abbia assunto un ruolo di delega politica. Per risolvere queste criticità, e come stabilito al Coordinamento di Catania del 14 novembre u.s., si è richiesto di approfondire le proposte già avanzate in suddetto Coordinamento ossia la creazione di un gruppo di supporto (costituito dai membri del Coordinamento a rotazione) che faccia sintesi politica in caso di necessità e che in caso di decisioni con rilevanza politica da prendere in tempi brevi venga consultato dalla segreteria operativa; la predisposizione di una lista di persone a cui far riferimento in tutti quei casi in cui è richiesta la “voce del Forum” (recuperando il “modello” utilizzato nella prima fase del Forum italiano dei Movimenti perl’acqua”). Queste criticità associate alle esigenze di definire delle regole rispetto alla condivisioni delle decisioni ed ad introdurre una tempistica per la consultazione sono state condivise dal Contratto Mondiale sull’acqua, che ha ricordato di aver già posto il problema nell'assemblea del 2009, e dal Forum Siciliano dei Movimenti per l'Acqua, che ha sintetizzato un documento, ma non dal Forum Regionale Movimenti Acqua Bene Comune - Sicilia. Alcuni hanno sottolineato la non opportunità di avviare in fase di lancio della campagna referendaria questo dibattito.
Ma la gran parte degli interventi non ha concordato con le criticità di cui sopra ma altresì ha tenuto a sottolineare l'importanza del percorso sin qui delineato dall'iniziativa del Forum, il quale è certamente perfettibile e pertanto necessità di una cura continua e di attenzione da parte di tutt*. Un percorso che da una parte fa perno sull'elemento costitutivo del Forum, ossia l'unione tra comitati territoriali e organizzazioni nazionali, dall'altra sull'inclusività e sul metodo del consenso come fondamento della democrazia partecipativa.
In molt* hanno evidenziato il pericolo che la proposta del gruppo di supporto possa snaturare l'essenza del Forum. Di conseguenza l'assemblea ha deciso di non assumerla e per contro di rafforzare il funzionamento del Coordinamento nazionale anche nella sua attività quotidiana via mailing list, accogliendo la richiesta di una aggiornamento della lista del coordinamento e di fissare una tempistica per le risposte (48 ore). E' stata inoltre recepita la proposta di stilare una lista di persone appartenenti al Forum che, in funzione delle proprie competenze, possano essere segnalate ai media e/o associazioni che contatteranno la segreteria in futuro. E' stato altresì deciso di implementare tale lista con referenti delle varie organizzazioni aderenti al Comitato referendario.
In termini strategici, è stata fatta propria anche la proposta di stilare una carta dei principi del Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua, su cui verrà creato un apposito gruppo di lavoro.
L'assemblea è poi passata a trattare il secondo punto all'ordine del giorno.
In modo unanime si è convenuto di dichiarare l'avvio della campagna referendaria con le conferenze stampa previste per il 2, 3 e 4 gennaio in tutti i territori.
Da più parti è venuto l'invito a uniformare il messaggio politico che ognuno di noi veicolerà da qui al giorno del voto. A tal proposito le sentenze della Corte costituzionale sono state giudicate quanto mai chiare e consentono di lanciare i due referendum per la ripubblicizzazione del servizio idrico in Italia. E’ stata accolta la richiesta di richiedere al Grupppo giuridico la stesura di un commento sulle motivazioni delle sentenze per approfondire i percorsi post referendum.
Due le richieste che il Forum si propone di portare avanti con forza: la moratoria sulle scadenze dettate dal Decreto Ronchi e dalla Legge Calderoli oltre all'accorpamento della scadenza referendaria con le prossime elezioni amministrative.
In molt* hanno espresso la necessità di un'adeguata formazione sulle tematiche sollevate dall'iniziativa referendaria in modo da rendere la nostra campagna comunicativa il più efficace possibile e che di conseguenza siano messi a disposizione degli strumenti adeguati, identificati in una sorta di "kit per l'acqua".
Le segreteria operativa a riguardo predisporrà dei materiali che verranno condivisi con tutt* e con il Comitato promotore prima della diffusione e stampa.
Si è convenuto di costitutire i vari comitati referendari territoriali che siano espressione delle tante realtà coinvolte nella campagna usando la stessa denominazione, ossia "Comitato Referendario ...regionale/provinciale ... 2 Sì per l'Acqua Bene Comune". L'indicazione per tutti i comitati è quella della massima inclusione e di svolgere un lavoro unitario sul territorio aggregando tutte le realtà/associazioni che hanno aderito anche a livello nazionale alla campagna raccolta firme. E’ stato precisato che le adesioni dei Partiti e forze politiche è possibile solo a livello di Comitati di sostegno e non di Comitati referendari per il SI.
Per quanto riguarda la costituzione formale dei Comitati sono state avanzate le seguenti indicazioni:
- permanenza dell'informalità dei comitati territoriali (provinciali, regionali);
- costituzione associazione/comitato territoriale tramite deposito dello statuto presso l'Agenzia delle Entrate (il che non necessita deposito dal notaio) sul modello di quello nazionale che in caso sarà messo a disposizione dalla segreteria operativa con indicazione di un referente;
- costituzione informale del comitato che richiede l'adesione al Comitato nazionale il quale, accettando con delibera assembleare, ne rende possibile l'associazione rendendolo parte integrante dello stesso.
A riguardo la segreteria sta svolgendo ulteriori approfondimenti, anche per quanto attiene le modalità di raccolta fondi tramite apertura di conti correnti, richiesta avanzata da alcuni comitati ai fini di poter monitorare le sottoscrizioni regionali alla campagna di autofinanziamneto nazionale.
Non appena avremo informazioni verranno condivise con tutt*.
Al fine di rendere effettiva l'operatività dei referenti territoriali a livello regionale o provinciale si è condivisa l'opportunità di accordare, a coloro che saranno segnalati quali referenti, delle deleghe operative da parte del presidente del Comitato referendario nazionale. E’ stata avanzata la proposta che i 30 promotori dei due referendum dichiarati ammissibili, possano assumere la veste di referenti regionali da affiancare a quelli operativi designati dai comitati locali anche ai fini della apertura di conti regionali di gestione raccolta fondi.
Per la campagna di autofinanziamento è stata ribadita l'importanza del week end di mobilitazione nazionale del 5/6 febbraio in cui si svolgeranno numerose iniziative e banchetti in tutta Italia. E' stata anche ridefinita per il 1° marzo la scadenza entro la quale è necessario raggiungere la quota di 150.000 € raccolti a livello nazionale secondo la suddivisione in quote regionali già segnalata a suo tempo.
Si fa appello alle organizzazioni nazionali a sostenere anche, ma non solo, economicamente i comitati territoriali.
Sempre con l'obiettivo di ampliare la mobilitazione a favore della campagna referendaria è stato deciso di attivarsi presso gli Enti Locali affinchè approvino atti formali in suo sostegno e conseguentemente possano fungere da moltiplicatore dell'informazione.
Inoltre è stata condivisa l'opportunità di organizzare due appuntamenti nazionali in cui presentare le nostre proposte in merito al finanziamento del SII e alla gestione partecipativa.
Per quanto concerne la relazione con la campagna referendaria contro il nucleare è stato ribadito quanto già condiviso nella riunione del Comitato referendario del 14 gennaio ossia l'inopportunità della fusione delle due campagne e/o comitati promotori, ma data l'immediata sensibilità della gran parte degli attivisti per l'acqua rispetto al tema nucleare l'impegno a lavorare per trovare momenti di intreccio forte durante il percorso che ci condurrà al voto, in particolare con i comitati antinucleare costituiti da organizzazioni, realtà associative e movimenti.
In ultimo il Coordinamento nazionale ha convenuto sulla necessità di produrre una lettera per segnalare l'iniziativa referendaria ai movimenti internazionali che prenderanno parte al FSM di Dakar e richiedere un loro sostegno. Tale documento sarà riportato in quella sede da quant* del Forum vi parteciperanno.
E’ stata altresì condivisa la partecipazione del Forum italiano dei movimenti per l’acqua al contro-forum sull’acqua che si terrà a Marsiglia nel 2012.
Si segnala che non è stato possibile trattare il terzo punto all'ordine del giorno pertanto se ne rimanda la discussione alla prossima riunione.
Di seguito alcune questioni operative a cui si è deciso di dare seguito:
- creazione gruppo di lavoro su carta dei principi del Forum;
- lancio campagna soci occulti delle società quotate in borsa, soprattutto attraverso interrogazioni presso i consigli comunali/provinciali;
- apertura di una sezione del sito come archivio documenti, video etc. etc.;
- realizzazione spot audio per lancio campagna referendaria;
- realizzazione di un volantino su lancio campagna referendaria per la mobilitazione del 5/6 febbraio;
- predisposizione di una delibera per gli EE. LL. per il sostegno della campagna referendaria;
- realizzare bandiere dell'acqua bene comune per la manifestazione nazionale.
E’ stato proposto da Radio Aut del Forum Siciliano dei Movimenti per l’Acqua l’adesione e la partecipazione del Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua in occasione della Forum Sociale Peppino Impastato, che cade in data 9 maggio.
Segreteria Operativa Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua